Antibioticoresistenza: un problema che unisce persone, animali e ambiente

Proteggere l’efficacia delle cure attraverso la prevenzione.

Gli antibiotici hanno trasformato la medicina. La possibilità di trattare le infezioni batteriche contribuisce anche alla sicurezza di interventi chirurgici e terapie complesse. Questa risorsa, però, può perdere efficacia quando i batteri diventano resistenti.

L’antibioticoresistenza riguarda i batteri: non è il corpo della persona a diventare “abituato” al farmaco. Il termine più ampio resistenza antimicrobica comprende anche la resistenza di virus, funghi e parassiti ai rispettivi medicinali. [1]

Come nasce il problema?

La resistenza è un fenomeno evolutivo. L’impiego degli antimicrobici può favorire la selezione dei microrganismi resistenti; uso eccessivo e inappropriato ne accelerano lo sviluppo e la diffusione.

Le conseguenze comprendono infezioni più difficili da trattare, minori opzioni terapeutiche e maggiore complessità dell’assistenza. La risposta deve garantire sia l’uso appropriato sia l’accesso alle cure necessarie: ridurre gli impieghi inutili e rendere disponibili quelli indispensabili sono obiettivi complementari. [1]

Perché riguarda anche l’ambiente?

Residui di antimicrobici e microrganismi resistenti possono raggiungere l’ambiente attraverso diversi percorsi. Il rapporto UNEP Bracing for Superbugs richiama il ruolo di scarichi, reflui e attività sanitarie, agricole e industriali nello sviluppo e nella diffusione delle resistenze.

L’ambiente può quindi partecipare alla circolazione del problema, collegando settori che siamo abituati a considerare separati. Per comprenderlo occorrono competenze mediche, veterinarie, microbiologiche e ambientali. [2]

La prevenzione precede la prescrizione

Prevenire le infezioni riduce la necessità di utilizzare antimicrobici. Igiene, vaccinazioni appropriate, diagnosi e controllo della trasmissione sono parte della risposta sanitaria. [1]

Sul versante ambientale contano la gestione degli scarichi, il trattamento dei reflui e la riduzione delle emissioni associate alle diverse filiere produttive. [2]

Per il cittadino, il messaggio è usare gli antibiotici secondo prescrizione, senza riutilizzare autonomamente terapie precedenti né condividerle con altri.

Una responsabilità condivisa

Attribuire il problema a un solo settore impedisce di comprenderne i percorsi. L’approccio One Health permette invece di coordinare interventi sulle persone, sugli animali e sull’ambiente.

Proteggere l’efficacia degli antibiotici significa preservare una possibilità di cura per chi ne ha bisogno oggi e per chi ne avrà bisogno domani.

Giovanni Panziera — Medico e formatore
16 ottobre 2026

Fonti e approfondimenti
  1. OMS — Resistenza antimicrobica
  2. UNEP — Bracing for Superbugs