Comprendere i percorsi della materia per comprendere l’esposizione.
Quando utilizziamo un materiale o una sostanza, siamo portati a considerarne soprattutto la funzione immediata. Dopo l’impiego, però, il suo percorso continua: può essere recuperato, trasformato, trattenuto nei rifiuti oppure disperso nell’ambiente.
La prospettiva One Health invita a seguire questi percorsi, collegando ciò che accade nell’aria, nell’acqua e nel suolo alle possibili conseguenze per gli organismi.
Circolazione non significa ritorno all’equilibrio
I cicli naturali degli elementi e la diffusione dei contaminanti sono fenomeni da distinguere. Parlare di “circolarità” non significa che ogni materiale immesso nell’ambiente venga rapidamente riassorbito senza conseguenze.
Alcune sostanze persistono a lungo e possono raggiungere luoghi lontani da quelli di rilascio. Gli inquinanti organici persistenti rappresentano un esempio documentato: possono distribuirsi nell’ambiente, accumularsi negli organismi e raggiungere concentrazioni maggiori lungo determinate catene alimentari.
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Tre concetti da distinguere
La
persistenza descrive la resistenza alla degradazione. Il
bioaccumulo è l’accumulo di una sostanza in un organismo quando l’assorbimento supera la capacità di eliminarla. La
biomagnificazione riguarda invece l’aumento della concentrazione lungo una catena alimentare.
Questi fenomeni non si verificano allo stesso modo per ogni contaminante. Dipendono dalle proprietà della sostanza, dagli organismi e dalle condizioni ambientali. Per alcuni pesticidi organici persistenti, la capacità di trasporto a lunga distanza e di accumulo è parte delle ragioni che hanno portato a interventi internazionali.
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Dal rilascio al possibile effetto sanitario
Per valutare un problema conviene ricostruirne il percorso: da dove proviene la sostanza? Dove viene trasportata? Come si trasforma? Attraverso quali vie può entrare in contatto con le persone?
La presenza nell’ambiente, l’esposizione e il danno sanitario sono passaggi distinti. Individuare un contaminante è un’informazione importante; comprenderne il significato richiede anche dati sulle quantità, sulla durata del contatto e sulle sue proprietà.
Anche il riciclo richiede attenzione alla composizione
L’economia circolare mira a mantenere il valore dei materiali e a ridurre il consumo di risorse. Per essere sicura deve considerare anche le sostanze contenute nei prodotti.
L’Agenzia europea dell’ambiente segnala che alcune sostanze pericolose possono ostacolare il riutilizzo o contaminare i flussi di riciclo. Prodotti durevoli possono contenere sostanze oggi vietate o limitate, che richiedono una gestione appropriata quando diventano rifiuti. Il riciclo deve quindi accompagnarsi alla conoscenza della composizione e al controllo della qualità dei materiali recuperati.
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Due approfondimenti collegati
Microplastiche e interferenti endocrini aiutano a osservare aspetti diversi di questo quadro.
Le prime pongono domande sulla dispersione e sul destino di particelle. I secondi riguardano sostanze capaci di alterare il sistema ormonale e provocare effetti avversi.
Seguirne i percorsi permette di individuare dove prevenire il rilascio, ridurre l’esposizione e migliorare i controlli. È questo il collegamento tra conoscenza dell’ambiente e tutela della salute.
Giovanni Panziera — Medico e formatore
16 ottobre 2026
Fonti e approfondimenti
- UNEP — Inquinanti organici persistenti
- UNEP — Pesticidi organici persistenti
- Agenzia europea dell’ambiente — Gestione delle sostanze e circolarità