Comprendere le differenze, valutare le prove e comunicare il rischio.
Elettrodotti, telefoni cellulari, antenne e reti Wi-Fi suscitano domande sui possibili effetti sulla salute. Le informazioni disponibili sono numerose, ma spesso vengono presentate senza distinguere le sorgenti, le esposizioni e la solidità delle prove.
Per orientarsi occorre partire da una domanda:
di quale campo elettromagnetico stiamo parlando?
Campi diversi richiedono valutazioni diverse
Lo spettro elettromagnetico comprende fenomeni molto differenti. In questo articolo ci occupiamo soprattutto dei campi statici, delle basse frequenze associate agli impianti elettrici e delle radiofrequenze utilizzate nelle comunicazioni.
La parola “radiazione” comprende anche la luce e i raggi X. Questi ultimi sono radiazioni ionizzanti e hanno caratteristiche diverse dalle radiofrequenze: condividere un termine non significa produrre gli stessi effetti biologici.
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Anche l’esposizione conta. Frequenza, intensità, durata e modalità di interazione con il corpo sono elementi necessari per valutare un possibile rischio.
Quali effetti sono accertati?
A intensità sufficientemente elevate, i campi elettrici e magnetici a bassa frequenza possono indurre nel corpo fenomeni di stimolazione dei tessuti eccitabili. Per le radiofrequenze, un effetto accertato è il riscaldamento dei tessuti.
Le linee guida internazionali stabiliscono restrizioni all’esposizione per proteggere dagli effetti avversi documentati. Le indicazioni per le radiofrequenze comprendono applicazioni quali telefoni cellulari, Wi-Fi e reti mobili.
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È essenziale distinguere
effetto biologico ed
effetto dannoso per la salute. Una variazione misurabile nell’organismo non dimostra, da sola, l’esistenza di una malattia o di un danno.
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Il problema delle esposizioni prolungate
Una parte importante della ricerca riguarda le esposizioni di lunga durata a livelli inferiori a quelli capaci di provocare effetti acuti.
Per studiarle si utilizzano indagini sulle popolazioni, esperimenti sugli animali e studi cellulari. Questi metodi rispondono a domande diverse e presentano limiti differenti. Negli studi sulle persone, per esempio, ricostruire accuratamente l’esposizione avvenuta molti anni prima può essere difficile.
Un’associazione statistica merita attenzione, ma non dimostra automaticamente un rapporto di causa ed effetto. Occorre valutare l’insieme dei risultati, la qualità dei metodi e le possibili spiegazioni alternative.
Campi elettromagnetici e tumori
È necessario distinguere almeno due questioni.
Nel 2002 la IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ha classificato i
campi magnetici a frequenza estremamente bassa nel gruppo 2B, “possibilmente cancerogeni per l’uomo”, sulla base di evidenze limitate relative alla leucemia infantile. La valutazione non ha stabilito un rapporto causale certo e non riguarda indistintamente ogni tipo di campo elettromagnetico.
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Nel 2011 la IARC ha classificato nel gruppo 2B anche le
radiofrequenze, sulla base delle evidenze disponibili all’epoca, comprendenti alcuni risultati sull’uso dei telefoni senza fili. La classificazione identifica un possibile pericolo; non quantifica il rischio associato a ogni esposizione quotidiana.
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Successivamente sono stati pubblicati nuovi studi. Una revisione sistematica commissionata dall’OMS e pubblicata nel 2024 non ha riscontrato un’associazione tra uso del telefono cellulare e i principali tumori della testa esaminati. Un’ulteriore revisione del 2025 non ha rilevato associazioni per altri tumori valutabili, indicando però una minore certezza per alcuni risultati, a causa della disponibilità più limitata di dati.
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Gli studi sperimentali richiedono un esame distinto. Una revisione del 2025 sugli animali ha segnalato evidenze di aumento di alcuni tumori, in particolare gliomi e schwannomi cardiaci; l’autorità australiana di radioprotezione ARPANSA ne ha contestato aspetti metodologici e interpretativi. Questi risultati richiedono valutazione e confronto con gli studi sull’uomo: non possono essere trasferiti automaticamente alle comuni condizioni di esposizione umana.
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Il quadro va quindi letto nel suo insieme. Le revisioni successive non modificano automaticamente una classificazione IARC, e una classificazione di possibile cancerogenicità non dimostra che un determinato apparecchio provochi tumori nelle normali condizioni d’uso.
Come leggere le notizie
Di fronte a un titolo allarmante o rassicurante, è utile chiedersi:
- Quale sorgente e quale frequenza sono state studiate?
- L’esposizione è confrontabile con quella delle persone?
- Lo studio riguarda cellule, animali o esseri umani?
- Il risultato è isolato oppure coerente con altre ricerche?
- Si parla di un cambiamento biologico, di un’associazione o di un danno dimostrato?
Anche i limiti di esposizione devono essere interpretati correttamente. Sono strumenti di protezione fondati sulle conoscenze disponibili; il loro rispetto non equivale a una dimostrazione matematica dell’assenza di qualsiasi rischio ipotizzabile. [3]
Informazione e prevenzione
L’obiettivo di una buona comunicazione è permettere scelte proporzionate alle prove. Per una situazione concreta occorrono informazioni sulla sorgente e sull’esposizione; la sola presenza di un’antenna o di un impianto non basta a stimare il rischio.
In una prospettiva di salute e ambiente, il contributo medico si integra con quello dei professionisti della radioprotezione e della valutazione ambientale. Comprendere i dati, riconoscere le incertezze e aggiornare le conclusioni quando emergono nuove prove sono parti dello stesso lavoro di prevenzione.
Quali aspetti vorresti approfondire: elettrodotti, telefoni cellulari, antenne o esposizioni sul lavoro?
Giovanni Panziera — Medico e formatore
16 ottobre 2026
Fonti e approfondimenti
- OMS — Campi elettromagnetici
- ICNIRP — Linee guida per le basse frequenze, 2010
- ICNIRP — Linee guida per le radiofrequenze, 2020
- OMS — Domande e risposte sui campi elettromagnetici
- IARC — Campi statici e a frequenza estremamente bassa, 2002
- IARC — Classificazione delle radiofrequenze, 2011
- IARC — Monografia sulle radiofrequenze, volume 102
- ARPANSA — Revisione su telefoni cellulari e tumori della testa, 2024
- ARPANSA — Revisione su altri tumori, 2025
- ARPANSA — Valutazione critica della revisione sugli animali, 2025